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“MARE MONSTRUM”, IL CASO SEVERINO E’ DEL 2014. E LA DIRIGENTE DENUNCIO’ DI ESSERE STATA MINACCIATA

Del presunto patto corruttivo tra l’allora Ustica Lines (ora Liberty Lines) e la dirigente della Regione Salvatrice Severino si parla dal 2014. Ben 4 anni di polemiche, esposti, indagini che successivamente sono entrati nell’operazione “Mare Monstrum”. Denunce e commissioni ispettive non sono mai venute a capo ed anche ora ci si trova di fronte ad una ipotesi accusatoria e non ad un fatto accertato. “Secondo gli investigatori – si legge nella nota dei Carabinieri che hanno dato esecuzione ad un sequestro preventivo di beni di oltre 10 milioni si euro nei confronti di Vittorio Morace – la Severino avrebbe predisposto e confezionato bandi di gara per l’affidamento, per 5 anni, del servizio di collegamento marittimo tra la Sicilia e le Isole Minori. Bandi che sembravano cuciti ad hoc per l’Ustica”. Ed ancora: “La dirigente, in ossequio al patto in parola, avrebbe erogato in favore di Ustica Lines spa i richiamati 10 milioni di euro a titolo di compensazioni finanziarie per prestazioni di trasporto marittimo mai rese dalla società”. Anche questi argomenti datati 2014, quando la politica ed alcune inchieste giornalistiche si occupavano dei costi delle cosiddette “tratte sociali” per raggiungere le Eolie e le Egadi. Il caso Severino venne denunciato dall’attuale Presidente della Regione Nello Musumeci, quando era Presidente della Commissione regionale Antimafia. Si tratta della scorsa legislatura siciliana. Il Presidente della Regione Rosario Crocetta andò su tutte le furie e presentò un esposto alla Procura, oltre ad istituire una commissione ispettiva. Il sospetto: la Severino aveva agevolato l’Ustica Lines ed il presidente Morace ottenendo in cambio l’assunzione della figlia nella società del gruppo. Assunzione datata 2008. Dunque, 6 anni prima dello “scandalo” scoperto e denunciato dall’Antimafia regionale. Ecco cosa dichiarò la dirigente Severino nel giugno 2014, in piena bagarre politica e con gli esposti in Procura: “Mi figlia lavora all’Ustica Lines da diversi anni ormai. E’ stata assunta a tempo indeterminato e non certo in seguito a questo bando. E’ laureata, si occupa di marketing e per di più il suo lavoro riguarda tratte che nulla hanno a che vedere co quelle dell’appalto. Qualcuno ha voluto strumentalizzare questa vicenda”. Gara del 28 marzo per 65 milioni di euro. Gara vinta dall’Ustica. La dirigente Severino, così come ebbe modo di confermare anche il Presidente Crocetta andò via prima della conclusione dell’iter del bando. Ecco cosa dichiarò il Governatore della Sicilia: “Già il 19 febbraio scorso l’assessorato Infrastrutture, su richiesta dell’allora direttrice Salvatrice Severino, aveva provveduto ad assegnare ad altro incarico la dirigente che nella nota comunicava che la propria figlia è dipendente dell’Ustica”. Crocetta mandò tutto in Procura. Tutti gli atti che vennero messi a sua conoscenza lasciarono Palazzo D’Orleans per arrivare al Palazzo di Giustizia. E’ sempre il 2014. La dirigente disse anche altro: “Sono stata io a chiedere di essere sollevata dall’incarico di responsabile del procedimento. Proprio per evitare, dopo le minacce subite, che la situazione di mia figlia venisse strumentalizzata da qualcuna delle ditte escluse. Sulle quali, magari, io avevo svolto, in passato, anche un’attività di vigilanza, non così gradita, ovviamente”. La Severino rincarava la dose: “Mia figlia, in passato, è stata pedinata. Tutti fatti che mi hanno spinto a chiedere di essere sollevata dall’incarico. E la restante parte del procedimento, così, non è stata seguita da me”. Aggiunse anche che i bandi erano pressappoco gli stessi dal 2002. Lascia comunque l’incarico ed al suo posto arriva Dorotea Piazza che annulla il bando in autotutela a metà 2014. Fa di più nel 2016 presentando un esposto-denuncia sul sistema dei trasporti marittimi. Esposto che consente agli inquirenti di aprire l’indagine “Mare Monstrum”. La Severino viene coinvolta nell’indagine ed ora il sequestro preventivo di beni a Vittorio Morace. Le indagini sul caso Severino sono dunque in campo da 4 anni e non sono riuscite ancora a delineare un eventuale quadro di responsabilità che rimane ancorato alla fase accusatoria.

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