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BIRGI, SINDACATO E SICINDUSTRIA: “INCONTRO CON MUSUMECI”. BONGIORNO: “LA CRISI SI FA SENTIRE”

Sindacato e Sicindustria continuano a suonare l’allarme rosso su Birgi. Le due direttrici di marcia che propongono al governo regionale sono: “Garantire l’occupazione e salvaguardare l’indotto”. I segretari Filippo Cutrona (Cgil), Leonardo La Piana (Cisl), Eugenio Tumbarello (Uil) ed il presidente Gregory Bongiorno (Sicindustria) delineano il clima di tensione che sta attraversando il territorio: ““I lavoratori dell’aeroporto e delle attività a esso connesse stanno vivendo ore di incertezza che si traducono nel fondato timore di perdere l’occupazione e di rendere vani gli impegni economici fin qui sostenuti. Non possiamo consentire che ciò avvenga. La provincia non può essere privata di una importante opportunità di sviluppo economica, sociale, occupazionale cosi come non può essere negata la mobilità e la continuità territoriale”. Birgi, al momento, può contare su pochi voli. Non è mai stata programmata la stagione estiva da parte della Ryanair per i ritardi accumulati nella definizione del nuovo co-maketing ma anche per il ricorso al Tar dell’Alitalia che ha bloccato la gara che l’Airgest aveva indetto con i fondi che sarebbero arrivati dalla Regione e gli altri dai Comuni, quelli che hanno deciso di sostenere il nuovo co-marketing. Con il vecchio contratto scaduto e con la gara bloccata, l’aeroporto è al momento senza una prospettiva. Ma la Regione, che ha ormai il 99,3% delle azioni, ha rimesso in moto la macchina burocratico-amministrativa che dovrebbe portare alla nuova gara. Sindacato e Sicindustria hanno già incontrato il Prefetto Darco Pellos ed ora hanno formalizzato la richiesta di un incontro con il Presidente della Regione Nello Musumeci. Alle questioni occupazionali e di sviluppo del territorio, Cgil, Cisl, Uil e Sicindustria aggiungono la vertenza Airgest legata alla sua ultima ricapitalizzazione: “La situazione della società di gestione del <<Vincenzo Florio>> è drammatica. Se non si procede alla ricapitalizzazione dell’Airgest, le cui casse sono a secco, la strategia potrebbe essere quella di prevedere gli interventi dei privati”. La questione è stata affrontata, almeno in parte, durante l’audizione di stamattina in IV Commissione all’Ars. L’ultimo aumento di capitale ha registrato il disimpegno della parte privata che ha azzerato il suo capitale. La Regione, su un aumento iniziale di 14 milioni di euro, ne ha versati 5 milioni come prima tranche in attesa dell’intervento dei privati che non c’è stato e che doveva invece essere di circa 3 milioni e mezzo di euro, in base alle rispettive quote Airgest. La società, rispetto alla linea Enac, è sotto soglia, perché per un aeroporto come quello di Birgi, il capitale sociale deve essere di almeno 7  milioni e 400 mila euro. Sotto soglia non ci si può rimanere a lungo. Senza un nuovo intervento finanziario si andrebbe verso la liquidazione dell’Airgest. Ma l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo ha assicurato che è stato definito un percorco concordato con Enac che consentirà di superare il problema. All’incontro in IV Commissione all’Ars ha partecipato anche il presidente di Sicindustria Trapani Gregory Bongiorno. Nel suo intervento ha voluto sottolineare l’importanza dello scalo trapanese nell’economia locale: “Con un milione e mezzo, due di passeggeri studi scientifici hanno stimato in 460 milioni di euro all’anno il volano economico che riesce a sviluppare Birgi ed il suo indotto. Ci sono 900 strutture ricettive sul territorio, a queste vanno aggiunti gli appartamenti per vacanze che non figurano nella tipologia ufficiale. Parliamo di 30 mila posti letto, senza tenere conto del nero che c’è da noi come da qualsiasi altra parte”. Bongiorno si è poi soffermato sul  bando bocciato dal Tar rilevando che è una procedura che viene seguita anche altrove come in Abruzzo, Calabria e Sardegna. Il presidente di Sicindustria Trapani ha fatto un esempio concreto della crisi dovuta al blocco dei voli: “C’era un collegamento con Ancona che si stava caratterizzando per le gite scolastische. I ragazzi arrivavano qui in gita d’istruzione e contribuivano al rilancio della nostra economia. Senza voli non potranno esserci studenti in visita dalle nostre parti”.

 

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