ERICE, UN MILIONE DI EURO AL COMUNE. A PAGARE SARA’ L’EAS

Soldi a palate per il Comune di Erice. Dovranno uscire dalle casse dell’EAS, l’ente regionale colabrodo che dovrebbe occuparsi della gestione della rete idrica siciliana e di tanto altro ancora. “La guerra contro l’EAS continua”, annuncia il sindaco Daniela Toscano che intanto incassa 487.000 euro, dopo averne già ottenuti 500.000 nello scorso mese di giugno. Poco meno di un milione di euro per i canoni fognari e depurativi. Le “tasse” che pagano i cittadini per il servizio in questione vengono riscosse dal gestore del sistema idrico, l’EAS appunto, ma dovrebbero poi transitare nei bilanci delle amministrazioni. Questo non è accaduto ed il Comune di Erice, con l’avvocato Vincenzo Maltese, ha denunciato l’EAS. Il Tribunale di Trapani ha accolto il ricorso dell’amministrazione nelle due vertenze aperte dal Comune ed ora non c’è che da pagare da parte del gestore. L’EAS non ha dunque scampo. Anche perché se non paga passerebbe ancora altri guai con un’azione risarcitoria da parte dell’amministrazione. La tranche di 487.000 euro fa riferimento ai canoni fino a dicembre 2016. L’EAS ha 40 giorni di tempo per pagare. Altrimenti andrà incontro ad una nuova lite giudiziaria. Il Comune avrebbe potuto perdere i crediti in questione perché c’era il rischio della prescrizione. Nelle casse del Comune di Erice arriveranno anche 160.000 euro assegnati dal giudice dell’esecuzione del Tribunale di Palermo. C’è di mezzo ancora l’EAS ma si tratta, in questo caso, degli interventi sostitutivi del Comune che ha spesso pagato di tasca propria lavori per la rete idrica. Lavori che avrebbe dovuto pagare il gestore. Si tratta d’interventi che vanno dal 1992 al 1999. L’EAS non aveva mai voluto pagare anche se c’era una sentenza della Corte d’Appello di Palermo che le dava torto. E’ stato necessario procedere con il pignoramento presso terzi per recuperare tutte le somme.

 

 

 

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