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SPEZIA: “MI AUTOSOSPENDO DA TUTTE LE CARICHE DI PARTITO. MA SONO E RIMANGO NEL PD”. AUTOSOSPENSIONI E DIMISSIONI

“Vi confermo, che sono e rimarrò democratico, perché – al d ilà della frustrazione del momento – i miei valori non mi hanno mai deluso e continuerò a difenderli anche in questa campagna elettorale, consapevole che il 5 marzo si aprirà una battaglia per riportare il Pd sulla via che ci eravamo dati quando lo abbiamo fondato”. Si conclude così la lettera del sindaco di Valderice Mino Spezia che ha deciso di autosospendersi dal partito. Nota che è stata inviata al segretario nazionale Matteo Renzi, a quello regionale Fausto Raciti ed al segretario di federazione Marco Campagna. Sul tavolo dei tre dirigenti nazionali arriveranno anche le note dell’ex vicepresidente dell’Assemblea regionale Camillo Oddo, di Dario Safina, che si è dimesso dalla segreteria regionale del partito, del sindaco di Erice Daniela Toscano e del presidente del consiglio comunale Giacomo Tranchida. Si era già dimesso dall’assemblea regionale e dalla direzione provinciale del Pd anche l’alcamese Stefano Abbinanti. Il sindaco Spezia si autosospende dall’assemblea nazionale e dalle direzioni regionale e provinciale. “Non posso condividere – ha aggiunto il primo cittadino – decisioni che mortificano il ruolo degli organismi territoriali che da sempre hanno svolto un ruolo fondamentale nella selezione dei candidati. Le direzioni regionali e provinciali sono state di fatto commissariate”. E’ dunque un’intera area del Pd che boccia, senz’appello, le scelte fatte dal partito per le candidature alla Camera ed al Senato. Sotto accusa il metodo utilizzato per la selezione dei candidati. Metodo che avrebbe mortificato le esperienze territoriali e lo spazio politico che il Pd si è conquistato anche con le recenti Regionali. Metodo che per l’area Orfini, e prima ancora ex Ds, intende togliere di mezzo ogni forma di dissenso. Tra gli elementi di delusione anche la mancata candidatura di Tranchida dopo l’exploit elettorale alle Regionali dello scorso 5 novembre. Candidatura che non ha trovato interesse nelle trattative che si sono aperte all’interno del partito. Il dissenso forte ed ufficiale non porta però allo strappo. Spezia ci tiene a ribadirlo: “Rimaniamo nel Pd, rimango nel Pd perchè lavoro ad un Pd diverso, che sia in grado di recuperare e riscoprire le ragioni che l’hanno fatto nascere. Questo è il Pd dei vicerè e dei proconsoli che puntano soltanto al potere. E’ il Pd che mortifica un’intera area politica, quella della sinistra progressista che invece è fondamentale per dare forza e credibilità ad un reale progetto di centrosinistra. Ed il Pd è il partito del centrosinistra”. Il dissenso tenterà di organizzarsi e di dar vita ad un movimento interno ai Dem per dare una nuova linea politica ed una nuova prospettiva al partito.

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