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RIFIUTI, MUSUMECI: “SISTEMA AL COLLASSO. ECCO COSA SERVE”. INTERVENTO ALLA DISCARICA DI BORRANEA

“Il sistema dei rifiuti è al collasso”. Il Presidente della Regione Nello Musumeci non poteva essere più chiaro. L’ha detto in Aula durante il dibattito sulle mozioni presentate dai gruppi parlamentari e da singoli deputati sul ciclo dei rifiuti. “Fra sette, otto mesi, al massimo, avremo in Sicilia – ha aggiunto – i rifiuti in mezzo alla strada e voi sapete che in mezzo alla strada restano tre, quattro, cinque giorni, dopodiché qualcuno butta un cerino con un pezzo di carta o di stoffa inzuppata di benzina e la montagna di rifiuti diventà falò”. Musumeci è andato avanti nella sua analisi drammatica della situazione attuale: “La Sicilia è l’ultima Regione d’Italia, non da ora ma da anni, in materia di raccolta differenziata”. Ed ancora: “Ogni giorno si producono in Sicilia circa 5.000 tonnellate di rifiuti. Il 90% di questa quantità va in discarica”. Le discariche sono ormai sature. Quella palermitana di Bellolampo ha 2 mesi, forse 2 mesi e mezzo di vita. Tutte le altre, compresa la discarica di contrada Borranea a Trapani, possono resistere altri 6 mesi. Per il Governatore della Sicilia ci sono due fasi da affrontare. La prima è chiaramente emergenziale. Per ridurre il conferimento in discarica bisogna portare i rifiuti da qualche altra parte. Per allentare la morsa sulle discariche siciliane, in breve tempo, per evitare che debbano essere chiuse, è necessario liberarle, in parte, dalla spazzatura. La soluzione di portare i rifiuti all’estero rimane la più diretta ed immediata. Ma c’è un problema serio. In Italia non ci sono Regioni disponibili a prendersi i rifiuti siciliani per qualche mese e riducono la loro disponibilità a qualche settimana. Troppo poco per uscire dall’emergenza. C’è di più. Anche la soluzione estero è ad ostacoli perché i rifiuti andrebbero trasferiti via mare e non ci sono navi attrezzate a questo compito. Musumeci ha anche aggiunto un dato economico: “Le attuali tariffe salirebbero del 20-25%”. Ma per dare fiato alle discariche siciliane e per poter realizzare l’ampliamento di alcune vasche come nel caso di Bellolampo o la realizzazione di una nuova vasca come per Borranea s’impongono tempi tecnici di qualche mese. Interventi emergenziali che vanno definiti con procedure d’urgenza e non con il percorso ordinario di leggi e norme. Da qui la necessità di un commissariamento del sistema rifiuti. Musumeci ha chiesto al Governo nazionale d’indicare un suo rappresentante e di evitargli l’incombenza di essere lui il commissario straordinario. Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni s’è riservato di decidere. Musumeci ha poi indicato la strada che il suo governo intende seguire, dopo avere superato la fase d’emergenza, è quella che porta ad un sistema che si poggia sulla raccolta differenziata dei rifiuti, che punta sugli impianti compostaggio e non sugli inceneritori “che – ha detto in Aula – devono bruciare il 10% dei rifiuti residui sono una cosa ed hanno una dimensione limitata, altra cosa se invece devono bruciare il 90% dei rifiuti. Noi comunque non vogliamo gli incenitori ma gli impianti di compostaggio”. Linea programmatica quanto mai netta perché rimanda al riuso ed al riciclo dei rifiuti per trasformarli in risorsa. Ciclo che Musumeci intende far nascere all’nterno di un ambito provinciale e che intende far concludere sempre all’interno dello stesso ambito. Sarà necessario un voto parlamentare ma il governo Musumeci punta a ridurre le strutture che si occuperanno del sistema rifiuti: una per provincia. Al massimo due nelle province più grandi. Nessuna nuova discarica dunque. Ma la necessità d’intervenire in quelle che già ci sono e con progetti che erano già stati avviati per dare respiro allo smaltimento e per dare tempo a tutti gli interventi che potranno modificare progressivamente il sistema. Ma senza poteri speciali che possano superare iter e procedure autorizzative per una serie di opere da realizzare la Sicilia rischia tra qualche mese di essere invasa dai rifiuti.

I dati 2017 sulla raccolta differenziata nei Comuni della provincia di Trapani

Alcamo 61,12%; Buseto Palizzolo 41,71%; Calatafimi-Segesta 55,03%; Castellammare del Golfo 31,20%; Custonaci 59,65%; Erice 27,01%; Favignana 17,83%; Marsala 55,13%; Paceco 39,23%; Pantelleria 68,02%; San Vito Lo Capo 23,22%; Trapani 12,89%; Valderice 37,94%. (Si tratta dei Comuni che fanno parte della SRR “Trapani Nord”).

Campobello di Mazara 11,38%; Castelvetrano 7,58%; Gibellina 64,13%; Mazara del Vallo 13,27%; Partanna 51,32%; Petrosino 52,39%; Poggioreale e Salaparuta 30,57%; Salemi 57,24%; Santa Ninfa 54,92%, Vita 55,04%. (Si tratta dei Comuni che fanno parte della SRR “Trapani Sud”).

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