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GALLITELLO, IL NO DEI GRILLINI ALL’IMPIANTO DI BIOMETANO. RISCHIO ORDIGNI BELLICI ED INQUINAMENTO

L’impianto di bio-metano a Gallittello non s’ha da fare. Almeno fino a quando non saranno sciolti tutti i dubbi sul rischio d’inquinamento che può comportare. E’ la posizione dei Cinquestelle che si stanno occupando della vicenda con l’onorevole Valentina Palmeri. Il progetto è stato presentato alla Regione dalla società romana “Solgesta”, che ha anche chiesto l’autorizzazione integrata ambientale. Ed è su questo punto che i grillini intendono battere il colpo per evitare brutte sorprese. Palmeri rimane critica: “Le opinioni dell’amministratore unico della Solgesta, Alessandra Rollino, che abbiamo letto sulla stampa non sopperiscono a quanto richiesto dalle norme in materia di ambiente e ad oggi, nonostante gli accessi agli atti effettuati, non conosciamo tutta la documentazione concernente il progetto dell’impianto di produzione di biometano”. Ed ancora: “Le attività di questo impianto che bruciano materia prima danneggiano la filiera del riciclaggio ed inoltre generano un danno sanitario come confermato da consolidati studi scientifici che dimostrano e determinano anche, oltre al danno sanitario, il deprezzamento del valore delle produzioni agricole e casearie, oltre a quelle immobiliari e fondiarie”. Un impianto di bio-metano in genere utilizza letame, liquame, pollina, siero lattiero-caseario, scarti vegetali e sottoprodotti agricoli. C’è da aggiungere che colture come silo mais, frumento, sorgo e granella, in combinazione con liquami e letami diventano ottime materie prime. Nella fase della produzione sono utilizzati anche scarti dell’industri agro-alimentare. Nel sistema produttivo ha un ruolo fondamentale il fermentatore che consente di realizzare biogas, calore e digestato. Nel primo caso si produce energia elettrica mentre con il digestato dà vita ad un fertilizzante naturale. L’elenco dei rifiuti e delle materie prime che intende utilizzare la Solgesta è allegato al progetto che è stato presentato alla Regione ma che è anche sul tavolo dell’amministrazione comunale. L’onorevole Palmeri si appella anche ai dubbi del’ARPA regionale. La struttura distrettuale di Trapani ha posto dei dubbi sulla documentazione consegnata dalla Solgesta. “Ha rilevato – ha aggiunto la parlamentare grillina – incongruenze in merito ai punti di emissione convogliata in atmosfera”. Altre osservazione sono state poste sul piano di monitoraggio e controllo a carico della società prima dell’avvio dell’impianto. Le preoccupazioni del Movimento Cinquestelle non si fermano qui. L’onorevole Palmeri lancia un vero e proprio allarme rosso. “Restano inquietanti – sottolinea – le osservazioni poste al progetto da parte del Comando Militare Esercito Sicilia. Nelle osservazioni l’Esercito scrive che nella zona interessata ai lavori per gli impianti si evidenzia l’esistenza del rischio di presenza di ordigni residuati bellici interrati e che non è noto se la zona sia stata bonificata e che questo rischio si elimina solo con la bonifica previa istanza depositata”.

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