• Home »
  • Attualità »
  • ARS, MICCICHE’ COLPITO DUE VOLTE ED AFFONDATO PER LA PRESIDENZA DELL’ARS. MA DOMANI PUO’ FARCELA

ARS, MICCICHE’ COLPITO DUE VOLTE ED AFFONDATO PER LA PRESIDENZA DELL’ARS. MA DOMANI PUO’ FARCELA

Se qualcuno aveva dei dubbi sulla partenza in salita della XVII legislatura all’Assemblea regionale siciliana, oggi ha avuto modo di constatare che sono e saranno una certezza. L’Ars parte male e nella giornata del suo suo insediamento non riesce ad eleggere il suo Presidente. Il forzista Gianfranco Miccichè è stato fermato da pochi ma mirati franchi tiratori e da un’assenza, quella del deputato regionale Gennuso. Assenza quanto mai giustificata a causa della morte della moglie. Che la prima votazione sarebbe andata a vuoto stava nelle cose. Era necessaria la maggioranza dei 2/3 dell’Ars, in pratica 47 voti. Tutta la maggioranza di centrodestra conta 36 deputati, di conseguenza soltanto un accordo con l’opposizione avrebbe potuto portare all’elezione di Micciché alla prima votazione. Ma l’accordo non c’era. Anzi, Pd e Sicilia Futura per evitare i rischi del voto segreto hanno deciso di non partecipare al voto: 11 deputati del Pd e 2 di Sicilia Futura. Il Movimento Cinquestelle rimane invece in Aula con l’indicazione per i propri deputati di votare se stessi. Ed è quel che accade. Poi c’è Claudio Fava di “Cento Passi. Alla prima votazione il Presidente provvisorio Alfio Papale registra la presenza di 56 deputati. La maggioranza è di 47. Miccichè si ferma a 33 voti, 2 vanno al grillino mazarese Sergio Tancredi, una scheda bianca e poi un voto per i deputati grillini che dovevano votare per se stessi. A conti fatti Miccichè deve ingoiarsi 2 franchi tiratori, perché i voti a disposizione della sua coalizione era 35, per l’assenza di Gennuso. Si procede alla seconda votazione. Sarebbe bastata la maggioranza assoluta dell’Ars, quindi 36 voti. C’è un colpo di scena che può essere una vera e propria svolta. Sicilia Futura entra in Aula e lascia il Pd fuori. Quel poco di centrosinstra che c’era fa già in frantumi. Gli onorevoli Edy Tamajo e Nicola D’Agostino partecipano al voto. I presenti passano così da 56 a 58. Miccichè partirebbe sempre da quota 35 che però non ha avuto alla prima votazione. Con il “soccorso rosso” di Sicilia Futura potrebbe già salire a 35, si gioca l’elezione sul filo di lana. Ma rimane inchiodato ad un voto dal via libera alla Presidenza dell’Ars. Infatti lo scrutinio segna 35 voti per il commissario regionale di Forza Italia, 2 voti ancora per Tancredi, 1 voto per i grillini che si sono autovotati ed una scheda bianca. Niente da fare. L’Ars tornerà a riunirsi domani alle 11 quando sarà necessaria la maggioranza assoluta dei voti per essere eletto al vertice dell’Assemblea. Dovrebbe rientrare Gennuso, ma sopratutto Miccichè avrà ancora qualche ora di tempo per far quadrare i conti.

Commenti

commenti