ERICE, RESA DEI CONTI NEL PD. VALENTINA VILLABUONA FUORI DALLA SEGRETERIA

Lei ha espresso le sue perplessità sulla gestione del Pd di Erice dopo le primarie, fino ad arrivare alle Regionali. Lui ha preso la palla al balzo per comunicarle che non faceva più parte della segreteria Dem cittadina. Tutto questo è accaduto lunedì sera nella sede della federazione trapanese del Partito Democratico. Lei è Valentina Villabuona. Lui è il segretario del Pd Gianrosario Simonte, che è anche assessore dell’amministrazione Toscano. Sempre lei ha commentato così la decisione del suo segretario: “Prendo atto, con serenità della sua scelta e continuerò il mio percorso nel Partito Democratico partecipando agli organismi in cui sono presente, qualora decida di convocarli”. Villabuona, nella sua relazione, non aveva lasciato nulla al caso, mettendo in discussione le scelte di Simonte. Dalla stessa convocazione della segreteria “bisogna comunque sottolineare il gravissimo ritardo con cui viene convocato questo organismo, che dalle primarie ad oggi è rimasto fermo e non è stato messo in condizione di discutere di nulla”. Alla mancata convocazione della direzione “unico organo deliberativo sulla linea politica del Partito Democratico che non si è espressa sulla formazione della lista per le Comunali, sulle scelte post elettorali e nemmeno sulle Regionali, pur avendo un suo iscritto candidato”. Il dissenso di Valentina Villabuona è datato e circostanziato. Prima delle Comunali di giugno aveva proposto al segretario Simonte d’istituire una commissione “a cui affidare la composizione della lista, anche in considerazione del fatto che lui stesso fosse candidato”. Niente da fare, richiesta mai discussa in segreteria oltre che disattesa. Nell’elenco dei dubbi della dirigente Pd anche le candidature di Pepea Alcamo ed Angela La Porta – componenti della direzione comunale – in altre liste e con la presenza nella lista del Pd di candidati che hanno dimostrato di avere ben poca forza elettorale. Da qui l’accusa: “Probabilmente con due candidate sopra i 100 voti poteva scattare il terzo seggio. Quali le motivazioni politiche?”. Sotto tiro finisce anche la deroga che Giacomo Tranchida ha ottenuto per  potersi candidare nella lista “Tranchida per Erice”. L’accusa si fa sempre più pesante: “Tutto è apparsa durante la competizione elettorale tranne che una lista gemella, anche perché considerato che imbarcava i faziosi, o ex faziosi, difficilmente avrebbe potuto avere qualcosa in comune con il Pd, ma sicuramente ha contribuito ad ingenerare nell’elettorato confusione, andando a penalizzare il candidato Sindaco del Pd di Trapani. Quando si è espressa la direzione comunale per discutere di questa deroga, così come per le alleanze?”. Deroga che comunque avrebbe trovato il via libera di Villabuona “se ci fosse stata l’opportunità di esprimersi in una direzione comunale”. La relazione è una bocciatura in progress di ciò che il Pd ericino ha fatto finora ma anche dell’amministrazione Toscano. Giunta che è stata conosciuta attraverso i giornali, sottolinea l’esponente del Pd. Presidenza del consiglio affidata a Tranchida che viene considerata “quantomeno discutibile in considerazione della candidatura alle Regionali”. Non è andata meglio per la nomina del capogruppo. Per Villabuona sarebbe stato meglio indicare Carmela Daidone in giunta consentendo l’ingresso in consilgio a Ruggero Messina e dando la carica di capogruppo a Pino Agliastro. L’adesione al gruppo Pd di Francesca Miceli non è mai stato discusso nel partito: “Non si comprende se sia un’adesione tecnica al gruppo o una condivisione di percorso politico nel Pd, c’è stata riunione di segreteria o di direzione in merito?”. Villabuona picchia duro anche sulle Regionali: “Non si sono mai riuniti gli organismi nonostante un iscritto candidato”. Si tratta di Tranchida. Ed ancora “Non si è sentita l’esigenza neanche di organizzare  un’iniziativa politica a sostegno di Micari, probabilmente perché si puntava al voto disgiunto? A vedere alcuni facsimile il dubbio appare legittimo”.

 

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