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IL DISTRETTO TURISTICO A MUSO DURO CON IL COMMISSARIO MESSINEO: “DECISIONE POLITICA CHE NON GLI COMPETE”

Non paga da tre anni e sceglie pure di andarsene. Il Comune di Trapani ha deciso di lasciare la Fondazione Distretto Turistico Sicilia Occidentale. Ma ha un debito di oltre 29.000 euro. E’ un altro strappo del commissario straordinario Francesco Messineo dopo il no al nuovo accordo di co-marketing per l’aeroporto di Birgi. Il Distretto – Palazzo d’Alì era tra i fondatori – ha però scelto di passare al contrattacco e di rispondere colpo su colpo alle obiezioni che arrivano dal Comune. In particolare sui costi: “E’ doveroso puntualizzare che non un solo euro è mai stato speso per compensi, indennità e rimborsi in favore del consiglio di amministrazione, i cui componenti, da sempre, svolgono la loro attività a titolo assolutamente gratuito. Per quanto riguarda, poi, l’attività svolta e i risultati conseguiti dal Distretto Turistico, diverse sono le iniziative poste in essere in questi anni, durante i quali la Fondazione ha portato avanti una costante, anche se poco sbandierata, azione di promozione della destinazione turistica Sicilia Occidentale”. Da qui l’elenco puntuale di ciò che ha fatto il Distretto: “Fra le iniziative poste in essere si segnalano le svariate fiere ed eventi a cui il Distretto ha preso parte sia in Italia che all’estero; la realizzazione di un road show promozionale che ha toccato diverse città della Germania; l’organizzazione di vari educational e familiarization trip che hanno portato sul nostro territorio tour-operator, reporter e giornalisti della stampa specializzata; l’attività di promozione della provincia di Trapani svolta presso l’aeroporto Falcone Borsellino; il contributo assicurato alla realizzazione di manifestazioni di rilevanza internazionale capaci di attrarre grandi flussi di turisti; l’implementazione di un sistema integrato di info-mobilità, ancora in fase di start up, a servizio dei turisti che visitano il nostro territorio; la realizzazione di materiale promozionale, fornito anche agli uffici turistici dei Comuni che ne hanno fatto richiesta e tanto altro ancora. La ricaduta di tale attività, come generalmente accade nel campo della promozione territoriale, è difficilmente quantificabile e i risultati vanno valutati in un orizzonte temporale piuttosto ampio”. Il Distretto si sofferma ancora sugli interventi finanziari: “Alcune iniziative sono state finanziate in parte con i fondi della Fondazione ed in parte attingendo a risorse comunitarie che la struttura tecnica del Distretto è stata capace di reperire tramite la propria attività di progettazione. Tutto ciò dovrebbe essere perfettamente noto al Comune di Trapani che, tra l’altro in qualità di soggetto beneficiario delle azioni contenute nei progetti cofinanziati con fondi europei, ha gestito le procedure amministrative relative all’aggiudicazione, all’esecuzione e alla rendicontazione dei servizi messi a bando”. Non manca l’affondo “politico” perché l’atto del commissario viene considerato un atto “politico”: “In conclusione, siamo ben consapevoli che ciascun socio ha il sacrosanto diritto di recedere dalla Fondazione e, dunque, non mettiamo in discussione la facoltà del Comune di Trapani di tirarsi fuori dal Distretto, così come dall’accordo di co-marketing in favore dell’aeroporto che insiste sul proprio territorio, ma è chiaro che tali decisioni determinano delle responsabilità politiche che, a nostro avviso, non competono ad una gestione commissariale e determinano delle ricadute economiche che andrebbero attentamente ponderate. Riteniamo sia opportuno attendere anche le decisioni del nuovo Governo regionale sui Distretti Turistici per confermare, modificare o cessare le attività del Distretto stesso anche perché non vi sono tanti altri strumenti ad oggi che consentono di svolgere attività di promozione turistica sovracomunale. Auspichiamo quindi che il commissario del Comune di Trapani possa rivalutare le sue decisioni. Ci permettiamo, infine, di sottolineare che il recesso da una qualunque compagine va esercitato nel rispetto delle norme che lo disciplinano, cosa che nel caso del Comune di Trapani non è avvenuta”.

 

 

 

 

 

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