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BIRGI, LA REGIONE HA IL 99% DELLE QUOTE AIRGEST. L’AUMENTO DI CAPITALE, I PRIVATI E LE SCELTE DI MUSUMECI

Prima dell’aumento di capitale, deciso dall’assemblea straordinaria dei soci di Airgest, lo scorso 8 agosto, il capitale sociale dela società di gestione dell’aeroporto di Birgi registrava la presenza della Regione con il 63% di azioni, della Camera di Commercio con l’1,7% e della parte privata, definita da Società Infrastrutture Sicilia con il 28% e Cesare Quercioli Dessena con il 6%. Per il resto piccoli azionisti al di sotto dell’1%. L’aumento di capitale in questione ha portato ad un nuovo equilibrio delle quote azionarie. La Regione è infatti passata dal 63 al 99,93%. In sintesi, non è più il socio di maggioranza. E’ il socio. Non ci sono più i privati. Ed anche la Camera di Commercio, altra parte pubblica, è passata da 195.707 a 350 azioni, pari a 465,50 euro, rispetto alla partecipazione precedente di 113.510,06 euro. Un cambiamento sostanziale che apre uno scenario ancora tutto da interpretare per lo scalo trapanese. Per comprendere cosa è accaduto in questi mesi è necessario tornare all’assemblea straordinaria dell’8 agosto. I soci approvarono la relazione degli amministratori che registrava una perdita complessiva di 11.521.158,74 euro. La perdita d’esercizio 2016 era invece di poco più di 2 milioni di euro. L’assemblea dava il suo via libera anche ad un piano di risanamento triennale e decideva una copertura parziale delle perdite. Interveniva sulla riserva straordinaria utilizzando 111.494,73 euro e dava seguito alla riduzione del capitale sociale. O meglio, al suo azzeramento: 6.481.803,34 euro. La perdita complessiva veniva così ridotta a 4.927.860,67 euro. Da qui l’aumento di capitale sociale da 14.863.445,59 euro. La Regione, dopo aver preso atto delle decisioni dell’assemblea dei soci, lo scorso 13 settembre, “ritenendo fondamentale la prosecuzione dell’attività aeroportuale nella provincia di Trapani”, ha ritenuto imprescindibile partecipare all’aumento di capitale manifestando “la volontà di sottoscrivere, immediatamente, la quota di aumento di 5 milioni di euro. Quelli inseriti nella Finanziaria 2017 come prima tranche per ripianare i debiti dell’Airgest. La parte privata non ha seguito lo stesso percorso. Da qui il 99% ed oltre della Regione. Ma una società come l’Airgest ha delle regole da rispettare, come quella del codice civile, che rimanda ad un capitale sociale minimo che è di oltre 7 milioni di euro. Prima del disco verde all’aumento di capitale, quando l’azionariato Airgest era a maggioranza pubblica ma con una importante quota privata, il capitale era di poco sotto soglia, quasi 6 milioni e mezzo di euro. Tra 48 ore si terrà una conferenza stampa della senatrice del Pd Pamela Orrù e del presidente di Airgest Franco Giudice. Il decreto fiscale  – con l’emendamento della parlamentare Dem che consente di mettere la parola fine sul ristoro per la guerra in Libia del 2011, che portò alla chiusura prima totale e poi parziale di Birgi, durante le operazioni militari contro Gheddafi – è stato approvato dall’Aula di Palazzo Madama ed ora passerà alla Camera per l’approvazione definitiva. Si tratta della tranche di 5 milioni di euro a compensazione che eviteranno all’Airgest di dover pagare il debito che aveva accumulato con l’erario. Altri 5 milioni era già stati stanziati e messi a disposizione della società di gestione (3 milioni e mezzo) ed ai Comuni (un milione e mezzo). Sarà l’argomento dell’incontro con i giornalisti ma farà da apripista ad un chiarimento più ampio ed articolato sulle prospettive dell’aeroporto. Sul tavolo anche la nota dei 15 sindaci che hanno confermato il loro impegno per il nuovo co-marketing 2017-2019, il bando per utilizzare le risorse della Regione e dei Comuni che deve essere definito da Airgest e le dinamiche interne alla società dopo il nuovo scenario societario. L’avvio della presidenza di Nello Musumeci porrà tra le sue priorità Birgi, visto il ruolo della Regione, non più fondamentale ma decisivo per le sorti di Birgi. Appare evidente che l’attuale consiglio d’amministrazione vada verso un radicale cambiamento. A cominciare dall’ultima nomina, quella di Daniela Virgilio. Scelta dell’ex Governatore Crocetta che difficilmente Musumeci vorrà confermare. Ma ciò che più conta è il ruolo dei privati che hanno finora avuto un loro rappresentante, Paolo Angius, nella stanza dei bottoni di Airgest.

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