MAZARA, SEGREGATA E PICCHIATA IN CASA. LIBERATA DALLA POLIZIA

Segregata, picchiata e maltrattata fino al pomeriggio di ieri quando la Polizia l’ha liberata da un incubo e da una condizione di assoluta difficoltà. Una donna mazarese, di 33 anni, era finita nelle mani di tre rumeni che l’avevano sequestrata in casa. Tutto è cominciato da una telefonata della vittima, che ha chiamato il fratello chiedendo un suo intervento. L’uomo, allarmato dal tono di voce, si rivolgeva agli agenti del commissariato. La sorella era riuscita a dirgli che era stata picchiata da tre rumeni. Il fratello raccontava tutto ai poliziotti ed aggiungeva che in altre occasioni aveva visto la sorella malconcia. Acquisiti tutti gli elementi la Polizia ha deciso d’intervenire. Si sono diretti nell’abitazione della donna ed hanno suonato al campanello. La casa è al primo piano. Nessuno rispondeva fino a quando uno dei tre rumeni si affacciava alla finestra. Si trattava di George Florin Mihaescu che apriva il portone di casa consentendo agli agenti di salire. Appena entrati notavano nella sala da pranzo un giovane. Avrebbero in seguito accertato che era Daniel Stefan Mihaescu. Mentre in una piccola stanza c’era la donna in evidente stato di soggezione psicologica. La donna dava chiari segni di ritardo mentale. Quando è riuscita a parlare con gli agenti ha riferito che un terzo rumeno Catalin Mihai Mihaescu non la faceva uscire, la picchiava e le aveva preso le chiavi di casa e la carta bancomat. La donna veniva accompagnata negli uffici di Polizia. Così come i due rumeni, mentre si attivavano le ricerche del terzo. Mihai era il regista della segregazione perché godeva della posizione di autorità e di fiducia che si era instaurata con la donna, vista la convivenza. Le violenze sulla donna erano cominciate nel mese di gennaio. Nella nota stampa del Commissariato si fa riferimento ad “una vera e propria escalation di abusi e maltrattamenti in famiglia, di natura verbale, psicologica e fisica. Per la trentatreenne mazarese erano giornate di percosse, lesioni, ingiurie, minacce, atti di disprezzo e offese alla dignità”. La richiesta di silenzio su ciò che accadeva era accompagnata da minacce sulle conseguenze che si sarebbero determinate se le violenze avessero avuto un riscontro all’esterno. La donna non poteva avere il cellulare e negli ultimi giorni non poteva uscire di casa. Privata anche della carta poste pay. Strumento utile per impossessarsi della pensione d’invalidità. Per i tre non c’è stato scampo e sono finiti in carcere a San Giuliano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

MIHAESCU Florin GeorgeMIHAESCU Mihai Catalin

George Florin Mihaescu         Catalin Mihai MihaescuMIHAESCU Stefan Daniel

Daniel Stefan Mihaescu

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