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VIOLENZA SULLE DONNE. UDI TRAPANI: “E’ UN FATTO DI POTERE CHE VA SUPERATO CON UNA NUOVA CULTURA”

Un’altra storia di violenze e maltrattamenti. Un’altra donna vittima. In questo l’Italia è profondamente unita. Qualche giorno fa è toccato ad una donna di Marsala. Il compagno l’ha riempita di calcio e pugni e non contento ha deciso di bruciarle le labbra e la lingua con la cera calda. E’ accaduto nel quartiere di Amabilina. La sezione trapanese dell’UDI (Unione Donne Italiane) suona, ancora una volta, l’allarme rosso: “L’ennesimo atto di violenza consumata tra le mura domestiche contro la donna di Marsala cui, forse simbolicamente, è stata bruciata la bocca con la cera, non puó lasciarci indifferenti. Con forza dobbiamo riportare al centro il problema della violenza sulle donne, esulando dai dati o dai macabri distinguo. Continuiamo ad affermare che la violenza maschile è innanzitutto un fatto di potere, costruito culturalmente nei secoli, e che solo la decostruzione di una mentalità patriarcale potrà arginare: occorre rigorosa certezza della pena, ci vuole contrasto alla violenza agita, ma soprattutto prevenzione di quella futura”. L’uomo, Vito Salvatore Russo, 38 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona è in carcere. La donna è riuscita a fuggire dalla sua abitazione per rifuggiarsi in quella dei genitori, a pochi passi dalla sua casa. Ha così potuto chiedere l’intervento dei Carabinieri e farsi curare all’Ospedale “Paolo Borsellino”. Nel frattempo i Carabinieri hanno fermato Russo che tentava di scappare nascondendosi nella vicina campagna. Ma è stato subito individuato e bloccato. In questo caso la vittima è riuscita a trovare assistenza e soprattutto è riuscita a scappare. Ma non sempre accade e spesso viene messa a repentaglio la vita della donna. La responsabile UDI Trapani Valentina Colli chiede maggiore attenzione, risorse e strumenti per affrontare quella che si presenta, sempre di più, come una emergenza: “Dobbiamo ricostruire un nuovo modo di essere uomini e donne nella società, a partire dalle famiglie, spesso indifferenti o persino tolleranti; dalle scuole, che sempre più si trovano a doversi sostituire come agenzia educativa. Ma soprattutto partendo dalle istituzioni: devono misurarsi con il genere femminile e rispettarlo, coprire di disapprovazione e ostracismo sociale i violenti e tutti coloro che ne sono complici, ma anche tagliare ogni risorsa a chi usa nei media, nell’informazione, nella formazione stereotipi sessisti e costruisce l’inferiorità delle donne e l’uso del loro corpo senza autodeterminazione”. Ed ancora: “Le istituzioni a tutti i livelli facciano la loro parte: Le Convenzioni internazionali, le normative non basta firmarle ma vanno rese operative, dalle Regioni ai Comuni. Dunque nuove azioni e nuovi strumenti subito, applicare in fretta e in modo efficace le leggi esistenti e dare un nuovo impulso a tutte le forme di prevenzione, di formazione, certezza della pena, contrasto e sicurezza nelle strade, ma soprattutto nelle case, nei nuclei familiari dove maturano i casi più gravi”. L’UDI ritiene che il tema debba essere presente nella campagna elettorale in atto per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana: “Si occupi di questo anche la politica locale, se ne parli anche in questa campagna elettorale verso le Regionali: che il contrasto alla violenza sulle donne e la valorizzazione delle stesse nei ruoli sociali diventi il tema di cui parlare e l’urgenza da risolvere”.

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