EGADI; PAGOTO: “INDENNIZZO PER LE RETI DEI PESCATORI BUCATE DAI DELFINI”

C’è il rischio concreto che possa scoppiare una “guerra” nel mare delle Isole Egadi. Da una parte i pescatori della piccola pesca, dall’altro i delfini. I primi sono in crisi perchè si ritrovano senza reti, o meglio con reti inutilizzabili. I delfini hanno finora fatto razzia degli “strumenti” da lavoro dei pescatori. L’allarme l’ha lanciato il presidente dell’Area Marina Protetta e sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto. Ha scritto alla Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e all’Assessorato Regionale delle Risorse Agricole e Alimentari. E’ necessario un intervento finanziario perché i danni sono pesanti. “I pescatori –ha sottolineato Pagoto – da tempo lamentano i danni alle proprie reti e al pescato, provocati dai voracissimi e numerosi delfini e chiedono a gran voce un aiuto per avere un indennizzo economico e ricomprare le reti”. Per il direttore dell’Area Marina Protetta Stefano Donati si tratta di una situazione che “rischia di trasformarsi in un problema, perché potrebbe riaprire un vecchio conflitto, oggi sopito, tra le esigenze di tutela di una specie protetta e le necessità dei pescatori delle isole, compromettendo i delicati equilibri uomo-natura costruiti faticosamente nel tempo”.Nel 2013 l’Area Marina Protetta mise mano al portafoglio con un contributo di 25.000 euro per consentire ai pescatori di ricomprare le reti, perché spesso non sono più utilizzabili. Il sindaco Pagoto indica la strada per ottenere le risorse. E’ quella dei fondi comunitari. “Comprendono – ha aggiunto – anche indennizzi economici per problemi di questo tipo. L’eccezionale biodiversità dell’area marina protetta è una ricchezza che dobbiamo tutelare al pari della tradizione della pesca. I delfini, pertanto, non rappresentano dei nemici, ma è chiaro che in questa fase vanno individuate soluzioni per garantire una coesistenza serena con i pescatori”. Pagoto ha anche aperto un altro capitolo. Quello delle operazioni della Guardia Costiera che hanno portato al sequestro di consistenti quantitativi di ricci di mare che, con ogni probabilità, erano stati pescati all’interno dell’Area Protetta. I “ricciaioli avevano fatto una vera e propria razzia. 11.000 ricci nel primo intervento e 500 nel secondo sono stati sequestrati e tolti dal mercato illegale.

 

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