BIRGI, ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI AIRGEST: LA REGIONE NON SI PRESENTA

L’Airgest convoca l’assemblea straordinaria dei soci ma la Regione non si presenta. Il maggiore azionista della società che gestisce l’aeroporto di Birgi s’è tenuto alla larga perché al secondo punto all’ordine del giorno c’era l’aumento di capitale sociale. Ma a Palermo la Finanziaria è impantanata tra le beghe politiche di maggioranza ed i 6 milioni di euro stanziati come prima tranche per ripianare i debiti che ammontano a circa 16 milioni di euro rimangono ancora sulla carta. Nella manovra che dovrà essere approvata dall’Ars ci sono anche i fondi per il co-marketing: 5 milioni di euro per il 2018 e 5 milioni e mezzo per il 2019. Si tratta delle risorse che in precedenza venivano messe a disposizione del co-marketing da parte dell’Airgest. L’assemblea straordinaria ha invece approvato il primo punto all’ordine del giorno che ha portato all’annullamento di 631.371 azione non interamente liberate a seguito di un precedente aumento di capitale. L’assemblea ha dato mandato al presidente Franco Giudice di decidere una nuova convocazione a breve per tornare a porre in discussione l’aumento del capitale sociale. Qualche giorno fa è stata definita la bozza d’accordo triennale – il nuovo co-marketing – che i Comuni e la Camera di Commercio intendono sottoscrivere con Airgest per poi concretizzare la parte di co-marketing che sta a capo delle amministrazioni locali. Un’altra bozza di convenzione riguarda invece i 4 milioni di euro stanziati dalla manovra di assestamento al bilancio 2016 della Regione. Anche queste risorse dovranno essere messe a disposizione dell’accordo di co-marketing con la “AMS”, la società che gestisce il marketing della Ryanair. I soldi passeranno dalla Regione ai Comuni che sottoscriveranno una convenzione con l’Airgest che, a sua volta, dovrà verdersela con la compagnia aerea irlandese. E’ ormai chiaro ed evidente a tutti che il numero di passeggeri e direttamente proporzionale alla sostanza del co-marketing. Ogni passeggero “costa” 4 euro. Ed è questo il punto di partenza per verificare le potenzialità dello scalo trapanese e le risorse che possono essere investite nell’intesa con Ryanair.

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