MAZARA, STATI GENERALI DELLA PESCA INTERNAZIONALE E DRAGAGGIO DEL PORTO CANALE

“Chiedo scusa alla marineria di Mazara del Vallo per i ritardi”. L’assessore regionale al Territorio ed Ambiente Maurizio Croce ha utilizzato la platea della prima riunione dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo per fare il punto sull’evascazione del porto canale. Non è più navigabile ed è da 40 anni che non viene operato alcun intervento di recupero. L’ultimo problema emerso per avviare i lavori è stato determinato dal parere negativo del dipartimento assessoriale per lo sversamento dei materiali prelevati nell’escavazione da trasferire nella cosiddetta “Colmata B”. Ma in questa colmata si determina la nidificazione di alcune specie di uccelli. L’assessore Croce ha confermato che si sta definendo uno studio d’incidenza ambientale per comprendere come superare l’impatto del dragaggio del porto canale. Lo stesso assessore ha previsto per la prossima estate l’avvio del dragaggio. L’Osservatorio, che si è riunito nella sede del Civic Center del Comune, ha delineato il percorso che va seguito per rilanciare il settore della pesca. Il Distretto della Pesca ha organizzato i lavori dell’Osservatorio ed ha confermato la sua centralità nelle politiche di sviluppo del settore. Per il consigliere diplomatico del Ministero degli Esteri Marco Villani il lavoro svolto dal Distretto è sostenuto e seguito dal Ministero perché “promuove i principi della blue economy per la cooperazione con i Paesi rivieraschi attraverso una strategia condivisa di sviluppo sostenibile”. L’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici ha indicato l’Osservatorio come “modello per definire nuove relazioni internazionali”. Strumento utile per contrastare la “guerra del pesce” che spesso ha visto i pescherecci di Mazara del Vallo sotto tiro da parte dei Paesi rivieraschi, gli ultimi hanno riguardato la Libia. L’assessore Cracolici ha aggiunto: “La Regione Sicilia, attraverso l’utilizzo dei fondi Feamp nel settennio in corso punta a favorire le innovazioni per il Mediterraneo con l’obiettivo di far crescere la cultura della cooperazione e lo sviluppo della pesca. A tal proposito, stiamo avviando un sistema di semplificazione per le nostre imprese, basato sulla pianificazione dell’utilizzo delle risorse economiche, in modo tale da far coincidere il momento della decretazione di nuove norme al momento della bancabilità delle operazioni”.Anche Cracolici ha puntato la sua attenzione sul dragaggio del porto canale mazarese: la gara d’appalto è stata espletata da circa un anno. L’Osservatorio si è mosso su tre direttrici e su altrettanti temi di confronto. Il primo tavolo, “Crescita blu, innovazione e sostenibilità ambientale”, coordinato dall’ingegnere Giuseppe Pernice si è occupato di “riutilizzo e rigenerazione degli scarti della pesca e del materiale prodotto dal dragaggio dei porti”. Il secondo tavolo tematico, coordinato dal professore Vincenzo Fazio, ha preso in considerazione le questioni legate ad “Economia, finanza, mercato e credito”. In discussione l’accesso al credito “al fine di individuare possibili soluzioni per le aziende della filiera della pesca”. Il terzo tavolo tematico è stato riservato all’internazionalizzazione – presente una delegazione libica – con il presidente del Distretto Giovanni Tumbiolo che ha osservato che “al fine di superare le problematiche relative all’estensione unilaterale delle acque territoriali ed i rischi di episodi di violenza a scapito dei pescatori siciliani è necessario pervenire ad accordi di cooperazione tecnico produttiva con gli stessi Paesi rivieraschi. Questa è l’unica strada”.

 

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