• Home »
  • Politica »
  • CASTELLAMMARE, IL TAR DA’ RAGIONE AL SINDACO SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

CASTELLAMMARE, IL TAR DA’ RAGIONE AL SINDACO SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI

Anche il Tar di Palermo ha detto che il sindaco Nicola Coppola aveva ragione ed ha fatto bene ad assegnare direttamente all’AGESP il servizio di raccolta dei rifiuti. Il primo cittadino l’aveva fatto “al fine di ridurre i costi di gestione del servizio”. Scelta che non era piaciuta alla “Energeticamente” che si è rivolta al Tar. Lo scorso mese di agosto il Comune, prima della scadenza del contratto, aveva ordinato all’AGESP la prosecuzione dell’attività di raccolta fino al 28 febbraio, con le stesse modalità previste dal contratto d’appalto stipulato tra l’ATO Terra dei Fenici e l’Aimeri Ambiente. A quest’ultima è subentrata Energeticambiente che ha chiesto l’annullamento degli atti dell’amministrazione. Ma il Tar di Palermo ha ritenuto le sue ragioni infondate perchè c’erano tutti i presupposti per l’iniziativa assunta dal sindaco. “Siamo soddisfatti del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale – ha dichiarato il primo cittadino – poiché abbiamo affidato direttamente il servizio alla stessa ditta che se ne occupa per conto di Energeticambiente in subappalto, riuscendo così a risparmiare ben 60 mila euro al mese. Un totale di 700 mila euro annui che rappresentano l’inutile pagamento di una cifra spropositata per il nostro ente. Abbiamo affidato direttamente il servizio di gestione integrata dei rifiuti all’Agesp per sei mesi e, venendo meno il regime di subappalto, abbiamo lo stesso servizio di prima pagandolo 700 mila euro all’anno in meno”. Coppola ha fatto un po’ di storia e di conti: “Il provvedimento è stato adottato alla scadenza del contratto del 31 agosto in attesa che la Srr bandisse la gara per individuare il gestore del servizio che occorreva assicurare con urgenza. Un inutile aggravio di costi per tutti i miei concittadini che occorre tutelare da gestioni scriteriate: in questi mesi l’Agesp ha svolto il servizio per circa 156 mila euro mensili, mentre il Comune prima ne ha dovuti pagare circa 215 mila per il medesimo servizio e con la stessa ditta alla quale viene affidato in subappalto dall’Ati. Il nostro scopo è stato quello di ridurre i costi e garantire un servizio essenziale nell’interesse della collettività”. Il Tar ha specificato che si trattava di “una misura a carattere temporaneo in attesa dell’approvazione del piano di intervento dell’Aro che consentirà di bandire gara pubblica per l’affidamento”.

Commenti

commenti