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BIRGI, SINDACO DI PANTELLERIA GABRIELE: “SERVE MOLTO DI PIU’ CHE IL CO-MARKETING”. APERTO UN NUOVO FRONTE TRA GLI AMMINISTRATORI

Bastone e carota. Il sindaco di Pantelleria Salvatore Gabriele boccia l’attuale gestione del co-marketing per l’aeroporto di Birgi. Ribadisce di non avere più pagato la sua quota perchè così com’è ciò che si sta facendo serve a poco ed alla sua isola quasi a nulla. Ma è pronto anche a tendere la mano ai suoi colleghi sindaci. Lo fa con una sorta di slogan: “Serve molto di più che il co-marketing”. Boccia senz’appello il percorso seguito finora: “Finiamola di scriverci addosso, che diventa solo un esercizio di autoreferenzialità e quindi prima decidiamo una strategia comune e poi sottoscriviamo documenti, senza fughe in avanti di ciascuno di noi”. Gabriele propone di organizzare, con urgenza, “un incontro tra i sindaci della provincia e le forze politiche e sociali per delineare definitivamente una strategia partendo da un obiettivo condiviso, abbandonando definitivamente le singole posizioni e le egoistiche convinzioni di essere in pace con la propria coscienza sol perché, magari, si è versata una quota o si è scritto un documento”. Il nuovo corso che il primo cittadino pantesco delinea punta su tre questioni. La prima è quella di definire un sistema di relazioni pubbliche istituzionali. Una sorta di tavolo permamente con amministratori locali, parlamentari del territorio e Regione. Gabriele invita, in questo caso, ad approfondire gli effetti della norma approva all’Ars che destina fondi a disposizione di Birgi e dell’aeroporto di Comiso: 4 milioni di euro per lo scalo trapanese ed un milione e mezzo per quello di Comiso. La seconda questione posta da Gabriele riguarda le realtà imprenditoriali. Punta soprattutto su “una base imprenditoriale che si assuma l’onere di riconoscere il business economico attorno all’aeroporto di Birgi. Terza questione: il rafforzamento del sistema di governance aeroportuale “attuando – scrive il sindaco nella nota inviata agli altri colleghi della provincia – una forte sinergia con l’aeroporto di Palermo sino ad arrivare ad un unico sistema di governance”. Sul punto il sindaco è quanto mai chiaro: “Un sistema aeroportuale più vasto che comprenda Palermo e Trapani sulla terraferma e gli aeroporti delle Isole Minori di Pantelleria e Lampedusa”. Si tratta del Polo aeroportuale della Sicilia Occidentale. Senza queste nuovo scenario per Birgi difficilmente il Comune di Pantelleria potrà essere ricompreso tra le amministrazioni che si affidano al co-marketing per il sostegno a Birgi. La quota di Pantelleria, nel triennio 2014/2016 è stata di 36.600 euro all’anno, Iva compresa. Gabriele ha versato soltanto 30 mila euro per il 2014. Poi ha chiuso la cassa del suo Comune. Dovrebbe dunque versare, per essere in regola, 79.800 euro. Per quanto riguarda i documenti su Birgi che ha messo in discussione, l’ultimo dello scorso mese di ottobre porta anche la sua firma ed aveva come oggetto: “Azioni per il mantenimento ed il rilancio dello scalo aeroportuale. Documento che invitava la Regione a farsi carico, almeno, del co-marketing in precedenza pagato dall’Airgest. Cosa che la Regione ha fatto almeno per il prossimo anno con i 4 milioni di euro approvati all’Ars. Il documento, sottoscritto anche da Gabriele, invitava il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Trapani a porre la sua firma a garanzia del nuovo co-marketing dei sindaci che dovrà essere definito per il triennio 2017/2019 ed a sborsare i 2 milioni e e 400 mila euro che si trovano nelle casse dell’ex Provincia e che dovrebbero essere messi a disposizione di Birgi. Ma è il punto finale che contiene una evidente contraddizione tra ciò che ha firma Gabriele e che ora propone. I sindaci firmatari del documento ribadivano “l’impegno per il prossimo triennio, come fin oggi garantito, oltre alla disponibilità al perseguimento di un’intesa strategica atta a creare soluzioni utili e congrue a potenziare lo scalo turistico di Birgi garantendo la compartecipazione – ad incoming certo/destinazione – degli operatori economici territoriali e d’interesse”.

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