MARSALA, CONGRESSO PSI: “DI GIROLAMO FACCIA CHIAREZZA O ROMPIAMO”

La linea di confine è sempre più sottile. Da un lato c’è un rinnovato accordo con il sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, dall’altro, la rottura ed il passaggio sostanziale all’opposizione. A tenere unito il partito l’onorevole Nino Oddo che non vuole perdere alcun pezzo perché il Psi marsalese è stato costruito in questi anni pezzo dopo pezzo e perché alla fine, la rottura con Di Girolamo sarebbe, come ha sottolineato nel suo intervento di chiusura del dibattito congressuale: “Un fallimento perché abbiamo investito sulla candidatura del sindaco Di Girolamo e lo abbiamo fatto prima di tanti altri”. Ma la tensione con il primo cittadino è pesantissima. Il gruppo consiliare (Michele Gandolfo, Arturo Galfano, Vito Cimiotta ed Ignazio Chianetta) sarebbe già all’opposizione. “Cosa ci stiamo a fare in quest’amministrazione?”, ha chiesto al suo partito il consigliere Gandolfo. “La città sta morendo”, ha chiosato Arturo Galfano parafrasando Massimo Grillo, l’oppositore che più degli altri fa saltare i nervi al sindaco. Ma nel partito la linea dura viene messa in discussione. A cominciare dalla segretaria Lucia Cerniglia, che ha rivendicato il lavoro svolto all’assessorato al Turismo. Sibillino ma quanto mai chiaro Nino Sammartano: “In un partito ci sono delle regole che valgono per tutti. Si discute, ci si confronta ma poi quando si decide le scelte valgono per tutti”. Messaggio che è stato ribadito dal segretario regionale dei Giovani Socialisti Alessandro Montalto: “E’ la segreteria, la nuova segreteria che sarà eletta dal congresso ad avere i titoli per confrontarsi con il sindaco”. Oddo ha dovuto mediare per evitare lo scontro tra le due anime del partito. Alla conferma della Cerniglia al vertice del partito ma con le sue dimissioni da assessore già pronte, avrebbe voluto chiudere la questione assessore consegnando una rosa di nomi al sindaco che avrebbe scelto in maniera autonoma. Il clima congressuale ha portato l’onorevole a fare un passo indietro sulla nomina del nuovo assessore: “Pensavo ad una rosa di nomi ma ho cambiato idea. Il sindaco faccia chiarezza prima. La giunta è politicamente debole e non c’è collegialità nelle scelte. Diciamolo, con onestà intellettuale, dopo un anno e mezzo di amministrazione l’indice di gradimento del sindaco e dell’amministrazione si è abbassato di molto. Anche la rigidità caratteriale del sindaco ha contribuito a creare queste condizioni di difficoltà. Questo suo modo di fare rischia di portarlo ad avere un bilancio, quello del 2016, stravolto in aula. La visione dirigista dell’amministrazione non funziona. Noi siamo pronti ad andare avanti ma lui deve sciogliere tutti questi nodi, altrimenti, non andremo all’opposizione ma ci riterremo liberi di affrontare l’azione amministrativa secondo le nostre ideee e proposte. Di Girolamo faccia chiarezza e poi noi gli daremo la nostra proposta per la giunta che discuteremo al nostro interno, anche trovando il nostro assessore all’interno del gruppo consiliare”. Ma prima di Oddo, la chiarezza l’aveva chiesta il sindaco: “Qualcuno dice che la città è morta non credo che sia così”. E dopo avere fatto l’elenco dei risultati raggiunti ha affrontato la questione politica: “Vorrei più chiarezza, vorrei sapere se il Psi è in maggioranza o all’opposizione. Si riconosce ancora nel programma? L’assessore in giunta è l’assessore del Psi? Quando si parla di amministrazione è sbagliato farlo pensando al futuro politico di qualcuno”. La richiesta di chiarezza è dunque reciproca e rischia d’impantanare il confronto. E’ il rischio che corre il Psi ma è anche il rischio che corre il sindaco che può ritrovarsi con un gruppo consiliare, quello socialista, messo di traverso e con la possibilità di far contare la sua presenza in aula con quattro consiglieri. La partita dunque è aperta a qualsiasi risultato. Oddo incassa comunque il  buon stato di salute del partito nella quinta città della Sicilia: “Il nostro è stato un congresso vero. Il Psi è tornato al centro della politica marsalese. Siamo la vera risposta all’antipolitica. La vivacità interna non mi spaventa. E’ l’encefalogramma piatto che mi preoccupa e qui c’è un partito in grande spolvero”. Alla conferma della Cerniglia alla segreteria del Psi marsalese si è aggiunta l’elezione per acclamazione del senatore Pietro Pizzo a presidente onorario, alla conferma di Giuseppe Galfano alla presidenza. Nuova segreteria allargata ai quattro consiglieri e con la presenza di Giovanni Di Girolamo, Donatella Fiorito, Salvatore Colicchia, Nino Genna, Gaspare Gandolfo e Salvatore Virzì. Direzione ampia con tutte le componenti del partito, “vecchie” e “nuove” ben rappresentate. Il senatore Pizzo, padre nobile del partito marsalese, ha invitato il Psi a volare alto: “Dobbiamo costruire il nostro progetto guardando al futuro. Perché non pensare anche ad un candidato sindaco sociallista quando ci saranno le condizioni politiche per farlo?”. Sicuramente una coincidenza di tempi e non una reazione ma dopo l’intervento di Pizzo il sindaco Di Girolamo ha lasciato il congresso.

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