BIRGI, GENNAIO-APRILE 2016. CALANO I PASSEGGERI

L’aeroporto di Birgi va sotto. Il calo non è preoccupante ma c’è ed è stato registrato dalle statistiche di Assaeroporti. Nel periodo gennaio-aprile 2016 rispetto all’anno scorso il “Vincenzo Florio” ha perso il 2,4% di passeggeri. I nazionali sono stati 325.654 con un incremento dello 0,9%, mentre gli internazionali – tutti provenienti da Paesi dell’Unione Europea – sono scesi a 65.038 con una riduzione del 16,4%. In tutto, nei primi quattro mesi del 2016 il calo è stato dunque del 2,4%. Un dato che va sommato alle incertezze sul co-marketing. L’assemblea dei sindaci di venerdì assume una valenza strategica sempre più importante. L’accordo con la “AMS”, la società che gestisce il marketing della Ryanair è ormai in scadenza e va rinnovato per i prossimi 3 anni. Ci sono 6 fatture ancora da pagare per un importo complessivo di un milione di euro, ma c’è sopratuttto da verificare se ci sono le condizioni per un ulteriore impegno finanziario dei Comuni che stentano, sempre di più, a rispettare gli impegni che hanno assunto. I dati sul traffico passeggeri indicano Birgi come un aeroporto che si sta “specializzando” in voli nazionali con tutto ciò che ne consegue sulle politiche turistiche del territorio. Rimane incerto anche il futuro societario dell’aeroporto. L’Airgest è a maggioranza pubblica ed è chiamata ad un nuovo aumento di capitale dopo la chiusura in negativo del bilancio d’esercizio 2015. La Regione ha il 59,7% del pacchetto azionario. La quota pubblica è completata dalla Camera di Commercio con il suo 1,7%. L’ente camerale è anche impegnato nell’accordo di co-marketing ed il suo presidente Pino Pace è il coordinatore del comitato che lo gestisce. La parte privata è rappresentata da “Infrastrutture Sicilia” con il 32,6% e da Cesare Quercioli Dessena che ha il 5,7% delle azioni Airgest. C’è poi uno 0,3% di piccoli azionisti.

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