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TRAPANI, BARBERA: “ATTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER LA NAVE ROMANA”

“Di cazzate la Regione siciliana ne ha fatte a centinaia, dobbiamo avere la forza di farle ritirare quest’ultima”. Il consigliere Ninni Barbera non si dà per vinto. A suo dire il percorso che sta portando la nave romana – recuperata nel 1999 nel mare trapanese di Marausa – dall’officina di restauro di Salerno al Museo Archeologico di Marsala può ancora essere fermato e soprattutto indirizzato verso la destinazione Trapani. Barbera ha preso la parola in aula – all’inizio dei lavori consiliari – è stato quanto mai duro sul punto: “L’unica istituzione che sta difendendo la nostra nave è il consiglio. Il sindaco Damiano ha ammainato la bandiera. I deputati regionali non so dove siano”. Per il consigliere la sfida è ancora aperta e sta per costituirsi un comitato: “Docenti, insegnanti, tecnici, cittadini, associazioni che non vogliono farsi espropriare del loro futuro e del futuro dei loro figli”. Barbera, carte alla mano, è entrato nel merito della scelta di musealizzare la nave romana a Marsala: “E’ una storia sporca. Sapete quanti ettari è il Baglio Anselmi, punto focale del Museo? 28 ettari. Abbastanza, direi, per ospitare la nave. Ma i progetti erano altri perché alla Regione hanno deciso di comprare anche Baglio Tumbarello. Prima l’hanno comprato e poi si sono posti il problema di cosa farne. Non doveva andarci la nave romana, quando si occupavano di questa storia la nave era ancora nel fondo del mare di Marausa. Hanno chiamato i tecnici ed uno di loro, il professor Sebastiano Tusa, ha diligentemente detto che si poteva creare un laboratorio di restauro dei relitti trovati nei nostri mari. Idea importante, condivisibile, di grande portata culturale. Ma poi alla Regione non sono riusciti ad andare avanti. Ora si sono inventati l’utilizzo del Baglio Tumbarello per ospitare la nave”. Barbera ha chiesto al segretario generale del Comune d’inviare il verbale della seduta e soprattutto del suo intervento alla Procura della Repubblica. Il sindaco Vito Damiano ha replicato subito dopo al consigliere Barbera: “Non è assolutamente vero che abbia ammainato bandiera. Ho invece rispettato l’atto d’indirizzo del consiglio e mi sono attivato. Ho scritto all’assessore Purpura ed ho chiesto una risposta formale perché finora il Comune non ha nulla di concreto. E’ sbagliato dividere l’istituzione comunale tra consiglio ed amministrazione. Se nasce un comitato a favore della nave romana non potrà che essere un interlocutore per una iniziativa che è comune”.

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